Solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Con Maria inizia la lotta tra la stirpe della Donna e la stirpe del serpente; lotta dichiarata fin dalla prima origine della Vergine, essendo questa concepita senza alcuna macchia di peccato e quindi in completa opposizione a Satana.

L’ostilità si farà poi gigantesca e si risolverà in vittoria quando Gesù, “la stirpe” di Maria, apparirà nel mondo e con la sua morte distruggerà il peccato. Il privilegio dell’Immacolata non consiste però soltanto nell’assenza del peccato di origine, ma più ancora nella pienezza di grazia. “La Madre di Gesù, la quale ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova… da Dio è stata arricchita di doni consoni a tanto ufficio… adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli splendori di una santità tutta singolare” (LG 56).

Il saluto di Gabriele: “Salve, piena di grazia, il Signore è con te” è la più valida testimonianza dell’Immacolata concezione di Maria, la quale non sarebbe in senso totale “piena di grazia” se anche per un solo istante fosse stata sfiorata dal peccato.

La Vergine ha cominciato così la sua esistenza con una ricchezza di grazia che supera immensamente quella che i più grandi santi conseguono alla fine della loro vita. Se poi si considera la sua assoluta fedeltà, la sua totale disponibilità a Dio, si può intuire a quali altezze di amore e di comunione con l’Altissimo sia giunta, precedendo “di gran lunga tutte le altre creature celesti e terrestri” (LG 53).

Preghiamo: Dio vivo e vero, mandaci il tuo Spirito perché trasformi i nostri cuori, e con il soccorso della Vergine Maria, madre nostra e della Chiesa, possiamo portare frutti abbondanti di bene e di amore per noi e per la vita del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Il culto all’Immacolata Madre di Gesù, Maria santissima, è la tessera speciale dell’Istituto (Dichiarazioni e Promesse, 3ª, in Scritti, V, p. 581). Ella è modello sublime di perfetta consacrazione: disponibile alla volontà del Padre, pronta nell’obbedienza, coraggiosa nella povertà, accogliente nella verginità feconda[1]. Il Padre Fondatore, contemplando in Maria Immacolata la Madre della Rogazione Evangelica, colei che ha custodito nel suo cuore il divino comando del Rogate (cf. Lc 2, 19.51) e lo ha vissuto nella preghiera e nell’offerta della vita, l’ha proclamata nostra vera, effettiva ed immediata Superiora e celeste Fondatrice (art. 20) (Titolo dato dal Di Francia il 2 luglio 1906).

 

[1] Cf. VC 28, 112.

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