È stata celebrata a Messina il 16 maggio, 22mo anniversario della canonizzazione, la festa di Sant’Annibale. E’ noto che la celebrazione è fissata annualmente nel calendario liturgico dell’Arcidiocesi messinese in questa data perché nei primi di giugno ricorre la festa patronale della Madonna della Lettera.
A quasi un secolo dalla sua morte P. Annibale continua ad essere di sorprendente attualità per il messaggio di carità verso gli ultimi, i poveri e gli abbandonati, espresso in città dalle sue Figlie e dai suoi Figli in molteplici e consolidate iniziative, in particolare nel campo dell’educazione dei minori svantaggiati e dei poveri senza fissa dimora. Un carisma, quello di Padre Annibale, che affronta una delle problematiche più gravi per la chiesa e la società di oggi, la carenza di sacerdoti, religiosi, insegnanti, educatori santi e numerosi. Il ricorso alla risorsa della preghiera per le vocazioni, secondo il comando evangelico: “Pregate il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe” è quello che il nostro Santo Fondatore continua a promuovere attraverso le realtà dei rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo in Messina e che viene particolarmente espresso nella basilica-santuario di S. Antonio. Insieme al valore della santità quotidiana sono i concetti che ha evidenziato il Card. Gerhard Ludwing Muller, Prefetto emerito del Dicastero Pontificio della Dottrina della Fede, che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, concelebrata dall’Arcivescovo, Mons. Giovanni Accolla, insieme ai confratelli rogazionisti, e una rappresentanza di sacerdoti diocesani, alla presenza di numerose consorelle Figlie del Divino Zelo, dei membri delle confraternite e degli ordini equestri e delle autorità civili e militari.
Conclusa la S. Messa, e dopo la benedizione delle gardenie, simbolo legato ad una vicenda prodigiosa del Padre Annibale e il fioraio di Cumia, si è svolta la tradizionale processione per le vie del centro con il prezioso reliquiario del busto, partecipata da una considerevole folla di fedeli. Le soste presso la chiesa della Parrocchia del Carmine, dove P. Annale fu battezzato, e presso la Chiesa dello Spirito Santo, sede della Casa madre delle Consorelle sono state due occasioni per evidenziare momenti significativi della vita del Santo. La data e la manifestazione odierna si pone come momento centrale del mese di maggio alla fine del quale, il primo giugno, centesimo anniversario della nascita al cielo di Padre Annibale, sarà ricolloca in cripta l’urna del Fondatore dopo il trattamento delle reliquie e la sistemazione della testa e delle mani in silicone al platino per poter rivedere le sue effettive fattezze. (P.G.Nalin)
Chiusura dell’Urna del padre
Il 2 maggio, alla presenza dell’Arcivescovo, Mons Accolla, del Vescovo ausiliare Mons. Di Pietro, il tribunale costituito da P. Nalin Giorgio, Delegato vescovile, Don Gianfranco Centorrino, promotore di Giustizia, Don Antonino Gugliandolo notaio, dei testimoni p. Zamperini e P. Magro e i Superiori Generali delle nostre Congregazioni si è svolto il rito di chiusura dell’Urna che nel frattempo era stata trasportata nella cappella della Casa Madre alla presenza dei confratelli della comunità e di numerose consorelle. Dopo una preghiera presieduta dall’Arcivescovo nella quale veniva sottolineato il senso delle reliquie, la santità singolare di P.Annibale e la richiesta della sua intercessione, il Notaio ha dato lettura del verbale che descrive l’intervento svolto sulla salma e le operazioni di conservazione affettuate. Al documento sono state apposte le firme di tutti. Di seguito è stato letto la pergamena regesto che documenta il successivo passaggio circa l’intervento realizzato. Seguono le firme e l’apposizione dei sigilli dell’Arcidiocesi, dei Rogazionisti e delle Figlie del Divini Zelo. Il documento viene chiuso nell’urna. Restano a pranzo i Vescovi, i Superiori Generali e gli altri ospiti della casa. Prima della celebrazione eucaristica vespertina delle 18.00, presieduta dal Vescovo ausiliare di Messina, Cesare Di Pietro, si è formata la processione per il trasporto dell’urna al santuario. A guidarla lo stesso Mons. Di Pietro, insieme ai confratelli, alle consorelle e ai collaboratori. Per la memoria storica va sottolineato che l’urna è stata portata a spalla da confratelli, volontari della mensa e del santuario, insieme ad alcuni ospiti della stessa mensa: un gesto semplice e altamente simbolico. Dopo una sosta di preghiera nell’atrio, dove attendevano numerosi fedeli, la processione si è snodata lungo via Ghibellina e via Santa Cecilia, fino all’ingresso nel santuario, gremito di persone. La commozione era visibile sui volti di molti, colpiti dalla solennità del momento e dalla novità della salma del Fondatore, ora restituita con il volto e le mani ricostruiti. La Superiora generale delle Figlie del Divino Zelo, Madre Milanez, ha espresso gratitudine a quanti hanno reso possibile l’intervento, ricordando come Padre Annibale insegni che la santità non è riservata a pochi, ma è accessibile a tutti, attraverso i gesti quotidiani della preghiera e della carità. Il Superiore generale dei Rogazionisti, padre Bruno Rampazzo, ha sottolineato come le reliquie siano segni che orientano lo sguardo verso la Risurrezione, autentiche icone viventi del Vangelo: «Ringraziamo il Signore — ha aggiunto — per aver donato a Messina questo grande santo, conosciuto e amato in tutto il mondo». Lo stesso esperto, Lineo Tabarin, ha evidenziato come il corpo del santo non abbia richiesto particolari interventi conservativi, risultando in buono stato. Più complesso, invece, il lavoro sul volto, realizzato mediante tecnologie tridimensionali e stampa 3D, che ha permesso di ottenere un’espressione serena e altamente fedele alla realtà. Nell’omelia della celebrazione eucaristica — un vero inno di lode al Padre — Mons. Di Pietro ha delineato con sobrietà i tratti della santità di Padre Annibale, alla luce del Vangelo della quinta domenica di Pasqua. La giornata si è conclusa con la prolungata venerazione dei fedeli, raccolti attorno all’urna posta al centro del presbiterio per un primo tempo di ostensione.



























