Roma – Parrocchia S. Antonio di Padova a Circ.ne Appia

30 anni di Sant’Antonio all’Appio – Festa con segni concreti di carità.

La provvidenza raccolta in un angolo. Trova approdo su cestini di vimini e sotto una frase della Sacra Scrittura: «Chi dà al povero presta a Dio». Lì vengono lasciate offerte e indumenti per i senza fissa dimora. Una camicia azzurra nuova dentro una busta trasparente, da una parte; dall'altra, una maglietta verde, che rinnova la speranza del parroco, padre Antonio Di Tuoro, che ha "inaugurato" col suo arrivo da Napoli il 10 novembre 2017, questo angolo per le donazioni nella chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova a Circonvallazione Appia. 

Per i trent'anni della parrocchia, che saranno celebrati in settimana, il programma delle celebrazioni è fitto. Ma il vero regalo sarà il nuovo lavoro per Taddeo, sessantenne polacco, giunto negli anni '90 a Roma, che ha vissuto a lungo senza un tetto. Adesso è accolto in parrocchia e a breve, sarà impiegato a tutti gli effetti come operaio. «Questa oggi è la mia famiglia – bisbiglia –. Conosco una per una tutte le persone che vengono qui».

«Vogliamo festeggiare questo compleanno con segni concreti di carità e con l'impegno caritativo vogliamo stimolare i giovani a tornare in parrocchia e a impegnarsi per chi ne ha bisogno», aggiunge il parroco che ha studiato un altro progetto per i più poveri. «Realizzare le docce dove possano lavarsi». Il progetto riguarda i locali attigui alla parrocchia, dove si vuole offrire «un servizio che nel quartiere non c'è». La porta alla quale bussano più spesso i senza dimora è quella del guardaroba, dove sono raccolti i vestiti donati dai parrocchiani. Veronica, volontaria di RomAmoR, piega con cura un paio di pantaloni, mentre racconta il suo impegno per i poveri, dopo essere sopravvissuta a un grave incidente automobilistico nel giorno di Natale 2011. «Da allora ho scelto di fare qualcosa per chi non ha nulla. Mi occupo della gestione di appartamenti per vacanze ma, terminato il lavoro, riesco a trovare il tempo da dedicare a questo servizio. Capisco quanto sia importante per chi vive in condizioni precarie e voglio dire il mio “eccomi”».

(dal sito web della Provincia Sant’Antonio)