PRIMO GIORNO DELLA GIORNATA STUDI 2026: “IL ROGATE OGGI... E DOMANI. ATTUALITÀ E PROFEZIA DI UN CARISMA”

L'appuntamento, che i Rogazionisti e le Figlie del Divino Zelo stanno promuovendo a Roma, riunisce in presenza e online religiosi, religiose e laici per tre giorni di approfondimento sulle sfide mondiali, il genio femminile e il ruolo dei laici nel carisma del Rogate.

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27.10.2026 - 00:00:00 | 2 minutos de leitura

PRIMO GIORNO DELLA GIORNATA STUDI 2026: “IL ROGATE OGGI... E DOMANI. ATTUALITÀ E PROFEZIA DI UN CARISMA”

Ha preso il via oggi e proseguirà fino al 29 ottobre presso la Casa generalizia dei Rogazionisti a Roma — con una modalità mista che unisce la presenza fisica e la partecipazione online — la Giornata Sstudi con il tema principale: "Il Rogate oggi... e domani. Attualità e profezia di un carisma". 


L'evento, promosso congiuntamente dai Rogazionisti e dalle Figlie del Divino Zelo, vede la partecipazione di oltre cento persone tra religiosi, religiose e laici, riuniti per un profondo dibattito finalizzato non solo all'analisi delle problematiche odierne, ma soprattutto alle prospettive concrete nei settori apostolici, educativi e pastorali.   Al centro del dibattito, aperto dal contributo di P. Adamo Calò (RCI) sul tema "La Congregazione dei Rogazionisti di fronte alle sfide del Rogate in una prospettiva mondiale", vi è la necessità di attualizzare il carisma di Sant'Annibale Maria Di Francia in un contesto culturale e sociale profondamente mutato. Il programma prosegue nei giorni successivi affrontando temi cruciali come il contributo femminile e il ruolo dei laici: mercoledì 28 ottobre Suor Giuseppina Musumarra (FDZ) interviene su Il “genio femminile” delle Figlie del Divino Zelo e il Rogate. Il carisma in una creativa lettura di genere, mentre giovedì 29 ottobre la Dott.ssa Doriana Rita Nuzzi approfondisce Il Rogate dei Laici oggi. Un necessario esercizio di fantasia carismatica.  


Nel primo giorno, P. Adamo Calò,  ha proposto una riflessione  su alcune questioni centrali figurano la trasformazione delle opere educative e di assistenza ai minori — storicamente distintive della famiglia religiosa — e la necessità di superare una visione puramente assistenziale per promuovere una vera e propria "cultura vocazionale" e di promozione umana integrale. Conclude il suo intervento affermando che un'attenzione particolare è rivolta alla cosiddetta "crisi delle vocazioni" che interessa l'intera Chiesa cattolica, sottolineando come il mandato evangelico del Rogate non debba essere inteso come una semplice devozione o una strategia di sopravvivenza numerica, ma come una chiamata universale.  




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