
SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA SACERDOTE E FONDATORE
Nato a Messina (1851-1927) fu ordinato sacerdote il 16 marzo 1878. Si dedicò alla redenzione morale e spirituale del Quartiere Avignone e fondò gli Orfanotrofi Antoniani femminili e maschili (1882-1883) e le Congregazioni religiose delle Figlie del Divino Zelo (19 marzo 1887) e dei Rogazionisti del Cuore di Gesù (16 maggio 1897). Intuì fin dall’adolescenza la necessità della preghiera per le vocazioni e si prodigò in tutti i modi per la diffusione del divino comando di Gesù: La messe è molta, ma gli operai sono pochi: Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe (Mt, 9, 37-38; Lc 10, 2). È riconosciuto come vero padre degli orfani e dei poveri ed autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale.
In questo volume XI degli Scritti di padre Annibale Maria Di Francia (V dell’epistolario), sono raccolti 258 testi, compilati e inviati negli anni 1913-1914. Qui di seguito li ho selezionati secondo la ripartizione delle quantità inviate a singoli destinatari: da Madre Nazarena Majone che ha ricevuto 71 lettere ai 34 destinatari che ne
hanno ricevuto una ciascuno.
Il quarto volume delle lettere, il X degli Scritti, si presenta in modo più concentrato, in quanto prende in esame un periodo più ristretto, coprendo un arco di tempo di tre anni: 1910-1912. Sono aumentati i problemi, si è esteso il campo d’azione del Di Francia e gli interventi sono più condensati in termini di comunicazione; i testi più sibillini, compresi soltanto dagli addetti ai lavori, dai destinatari.
Il terzo volume delle lettere di padre Annibale, nono nella sequenza degli scritti (pubblicazione ufficiale), ne raccoglie 198 inedite che coprono un periodo di tre anni (1907-1909). Esse si possono classificare nella partitura, già adottata nelle precedenti presentazioni in: brevi (74), medie (97) e lunghe (27). Le brevi raggiungono una sola pagina, ma, tra esse, molte sono solo di poche righe consistenti in disposizioni dettate da urgenze o dispacci telegrafici, perlopiù rivolti a madre Nazarena Majone per la pronta esecuzione.
In questo secondo volume delle lettere del padre Annibale le problematiche sostanzialmente sono identiche al primo. Le lettere hanno più o meno la stessa partitura, sia per quanto concerne le tematiche e sia anche per ciò che tocca la consistenza quantitativa delle stesse. Anche se la maggior parte degli argomenti vengono ripresi, così da
poter scorgere una continuità di relazioni, di contatti e di determinazioni pratiche, come anche di riflessioni, di sviluppi teorici ed operativi sul fronte carismatico e della sua progressiva attuazione e evoluzione – nelle forme tramandateci, ancora vigenti, in quanto caratterizzanti il profilo spirituale ed operativo delle Istituzioni rogazioniste –;
comunque in esse si denota una prosecuzione della vita, nella linea del carisma e delle opere, che attorno ad alcune idealità si è materializzata. D’altra parte ci sono ulteriori approfondimenti e inusitati sviluppi delle vicende che si snodano sia nelle realizzazioni e sia nelle riflessioni del nostro Santo.