Il Signore è Risorto! Alleluia!

Ed ecco, in quello stesso giorno, due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accosto e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo». Ma egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?»” (Lc 24, 13-18).

 

Ai Rogazionisti
Alla Famiglia del Rogate

Carissimi, 

     il Risorto ci raggiunge quest’anno lungo la strada, proprio come fece con i due discepoli diretti a Emmaus. In quel cammino segnato dalla delusione e dallo smarrimento, Gesù non si presenta con la sfolgorante luce della teofania, ma come un compagno di viaggio che ascolta, interroga e, infine, riscalda il cuore.
Viviamo in un tempo che presenta molte analogie con quel tramonto verso Emmaus. Le sfide del mondo contemporaneo - le crisi sociali, le ferite della pace e la fatica che spesso avvertiamo nelle nostre opere - potrebbero indurci a camminare col volto triste.
Tuttavia, la Pasqua ci ricorda che la realtà non è mai solo ciò che appare ai nostri occhi stanchi. Come i discepoli non riconobbero subito il Maestro, così anche noi siamo chiamati a un supplemento di fede per scorgere i segni della Sua presenza nelle pieghe della nostra storia quotidiana. La realtà del momento, con tutte le sue complessità, è il luogo teologico dove il Signore ci chiede di annunciare ed esercitare il Rogate: la preghiera che si fa carne, l'intercessione che diventa prossimità.
Il nostro percorso pasquale acquista un significato ancora più profondo mentre volgiamo lo sguardo al 1° giugno 1927. Ci stiamo avvicinando al Centenario del beato transito di Sant’Annibale Maria Di Francia.
Padre Annibale ha vissuto la sua Pasqua personale offrendo tutto se stesso per il Rogate. Per lui, la morte non è stata un tramonto, ma l'alba di un carisma che ci è stato donato perché continui a irradiare luce in tutto il mondo. Celebrare questo centenario non è un esercizio di memoria nostalgica, ma un invito a "spezzare il pane" del carisma con lo stesso ardore del Fondatore. Egli, come i discepoli di Emmaus, ha lasciato che la Parola del Rogate gli bruciasse nel petto fino a diventare dono totale per i piccoli e i poveri.
In questo orizzonte si inserisce la preparazione al nostro prossimo XIV Capitolo Generale. Se Emmaus è il luogo del riconoscimento, il Capitolo deve essere per noi il luogo del discernimento e della ripartenza.
Siamo consapevoli che la buona riuscita dell’Assise Capitolare in parte dipenderà dalla sua buona preparazione, all’insegna della fiducia e della speranza, della impegnata condivisione.
In questo nostro comune cammino siamo accanto alla Quasi Provincia San Giuseppe e alla Provincia San Matteo che sono mosse da un ulteriore stimolo dal momento che si inseriscono in un doveroso percorso di memoria del 50° della presenza della Congregazione, rispettivamente nel Rwanda e nelle Filippine.
Insieme, siamo chiamati a chiederci: “Quali sono le messi di oggi che attendono operai? Come possiamo rendere il Rogate una risposta viva alle solitudini del XXI secolo?”. Il Capitolo Generale, e questi speciali Anniversari, non saranno solo una serie di adempimenti giuridici e celebrativi, ma un momento di grazia in cui, riuniti attorno allo stesso pane, saremo chiamati a rinnovare il nostro slancio missionario. Come i due discepoli che, dopo aver riconosciuto il Signore, "partirono senza indugio", così la Congregazione deve sentirsi spinta a uscire verso le periferie esistenziali, portando l'annuncio che il Padrone della mèsse è vivo e opera tra noi.
Guardiamo avanti con un cuore che arde e piedi in cammino
Fratelli e sorelle carissimi, l’augurio che rivolgo a ciascuno di voi è di vivere questa Pasqua non come spettatori, ma come protagonisti di un incontro che trasforma.
Ascoltiamo la Parola: Lasciamo che il Signore spieghi a noi le Scritture, affinché i nostri dubbi si trasformino in certezze.
Spezziamo il Pane: Ritroviamo nell’Eucaristia e nella vita fraterna la forza per non arrenderci alle ombre del mondo.
Annunciamo il Rogate: Con la gioia dei testimoni, torniamo a Gerusalemme - alle nostre comunità e alle nostre missioni - per dire: "È vero, il Signore è Risorto!".
Che Sant’Annibale Maria, che ha contemplato il Volto del Signore nel povero e nel sofferente, interceda per noi e ci accompagni in questo cammino di grazia verso il Capitolo e il Centenario.
A tutti voi e alle vostre famiglie, una Santa e radiosa Pasqua di Risurrezione!
Affido questi miei auguri all’intercessione della Santissima Vergine, sposa dello Spirito Santo, e di San Giuseppe, di sant’Annibale e dei nostri Santi Protettori, mentre saluto tutti con affetto nel Signore.

 

P. Bruno Rampazzo, R.C.J.   
Sup. Gen.

 

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