<u>Festa del Primo Luglio </u><br> 1886 - 2006 <br>120 anni di presenza di Gesù Eucaristia nell'Oper

Tutto il centro amoroso, fecondo, doveroso e continuo di questa Pia Opera degli interessi del Cuore di Gesù dev'essere Gesù in Sacramento.
Deve sapersi e ritenersi, ora e in perpetuo, che questa Pia Opera ha avuto per suo verace, effettivo e immediato fondatore Gesù in Sacramento.
Pare che di questa Pia Opera possa dirsi "Novum fecit Dominus: Dio ha fatto una cosa nuova".
Padre Annibale

1 Luglio 1886

Giovedì, ottava del Corpus Domini. Con il consenso dell'Arcivescovo, Padre Annibale rende sacramentale la prima Cappella del Quartiere Avignone, dopo due anni di fervorosa attesa e di intensa preparazione spirituale. Nel primo anniversario (1 luglio 1887), Padre Annibale stabilisce di ricordare in perpetuo l'evento dando così origine, per tutti i suoi Istituti, a quella che tuttora si chiama: Festa del Primo Luglio.

Cfr. Scritti, vol. 1, pp. 96-98 e 104

Il suo insegnamento

Quando la comune aspettazione parve matura, Gesù venne il primo luglio del 1886. Venne nella celebrazione della divina Messa, mentre la nuova cappella ferveva del desiderio della sacra aspettazione, tutta parata a festa, tra i cantici e le devote preghiere.

Venne non per partirsene, siccome aveva fatto per il passato con la celebrazione giornaliera della santa Messa, ma per restarsi con la sua divina presenza. Venne come Re tra i suoi sudditi per piantarvi il suo Regno, come buon pastore tra i suoi agnelli per formarsi un suo piccolo gregge che a lui in Sacramento affidato doveva essere da lui stesso pasciuto e vivere con lui senza timore. Venne come divino Agricoltore per coltivare da se stesso, proprio da se stesso la sua pianticella nel cui germe sepolto nella terra della prova e della mortificazione era accluso il piccolo seme del suo divino Rogate.

Scritti, vol. 1, p. 97



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Preghiera

Vi rendiamo grazie, o amorosissimo Gesù, perché vi siete degnato di venire a dimorare in mezzo a noi. Noi vi offriamo i ringraziamenti di tutti gli Angeli e di tutti i Santi, e quelli della vostra Santissima Madre, quelli stessi che voi stesso innalzate al Padre.

Deh, da questo tabernacolo d'amore, degnatevi di tirare tutti i nostri cuori! Fate voi che in questo Sacramento d'amore, siate il nostro centro amoroso, il nostro tesoro, il nostro tutto. Qui riconcentrate i nostri pensieri, i nostri affetti, la nostra conversazione, e ispirateci quegli ossequi e quelle pratiche con cui osiamo maggiormente contraccambiare per tanti inestimabili favori e compiacere in tutto il vostro divino Cuore.

Cfr. Preghiere e pratiche di pietà, Messina 1915, pp. 44-45;

Per la «lectio divina»: cfr. Es 16, 6-15; Gv 6, 31-35; Sal 23