S. Annibale scrive di S. Antonio ai Rogazionisti e alle Figlie del Divino Zelo

Da una lettera circolare del 1918: “Io già vedo la vostra gioia, figliuoli carissimi, per l’omaggio inaspettato, ma meritatissimo, che tutte le nostre case si appresteranno a rendere ad un Santo che, se per tutti, quale Santo di tutto il mondo, è carissimo e amatissimo consolatore, per noi è ciò che io non valgo ad esprimere, essendo che ai suoi meriti, alla sua potente intercessione presso i Cuori SS. di Gesù e di Maria, e diciamo pure presso il gran Patriarca S. Giuseppe, dobbiamo la nostra esistenza, la felice soluzione di tutte le intricate posizioni in cui questa Pia Opera si andava avvolgendo come in un labirinto di cui non si vedeva l’uscita! Ed Egli, quando a Lui non pensavamo, ci ha fatto uscire al largo, ci ha ottenuto incremento sempre crescente, aiuti spirituali e temporali di ogni maniera e continui, grazie belle, difficili e inaspettate e sempre nuova stabilità nelle Case.

Io, figliuoli carissimi che ho portato per molti anni il peso degli stenti eccezionali e delle sterili fatiche dell’Opera, sento una profonda gratitudine verso questo nostro amatissimimo e dolcissimo Santo, come dovete sentirla anche voi. Si è perciò che quest’anno ci sentiamo spinti ad onorarlo con la terza proclamazione del titolo, e reputiamo con ciò di far cosa gratissima, secondo giustizia, ai Cuori SS. di Gesù e di Maria, al Patriarca S. Giuseppe e a tutti gli Angeli e Santi nostri avvocati e protettori, salutando l’eccelso S. Antonio di Padova col titolo di «Il gran benefattore universale»”.