Messaggio del P. Generale, P. Giorgio Nalin alle comunità rogazioniste e ai laici associati.

Carissimi,

di ritorno dal pellegrinaggio al nostro Santo Fondatore in Messina, con il quale ho voluto, insieme con i Confratelli del Consiglio, dare avvio al mandato ricevuto, vengo a Voi con immutato e rinnovato affetto per un saluto fraterno e per una prima partecipazione degli orientamenti che il X Capitolo Generale ci ha lasciato.
Carissimi,


di ritorno dal pellegrinaggio al nostro Santo Fondatore in Messina, con il quale ho voluto, insieme con i Confratelli del Consiglio, dare avvio al mandato ricevuto, vengo a Voi con immutato e rinnovato affetto per un saluto fraterno e per una prima partecipazione degli orientamenti che il X Capitolo Generale ci ha lasciato.


1. Vorrei anzitutto dirvi che, pur consapevole dei miei limiti, nella fiducia che mi è stata rinnovata dai Confratelli ho cercato di leggere la manifestazione della volontà del Signore, che sa operare ben oltre e nonostante l'inadeguatezza delle mediazioni umane. Riprendo pertanto il cammino, con trepidazione e coraggio, fiducioso nel dono dello Spirito, nell'assistenza di Sant'Annibale, nella preghiera e nella benevola accoglienza e collaborazione di Voi tutti.


Questi stessi sentimenti avverto negli altri Confratelli chiamati a collaborare nel Governo Generale: P. Antonio Fiorenza, confermato consultore per la Vita Religiosa e la Formazione ed eletto Vicario Generale, P. Gabriel Flores consultore per l'Apostolato del Rogate e le Missioni, P. Giovanni Guarino consultore per l'Apostolato Educativo-Assistenziale e i Poveri, P. Angelo Sardone consultore per la Pastorale Vocazionale, Giovanile, il Laicato e le Parrocchie e P. Giuseppe Bove, confermato Economo Generale. Confido che, in sintonia d'intenti e di prospettive, cercheremo di esprimere il comune impegno nelle specifiche responsabilità per il servizio della Congregazione secondo gli orientamenti capitolari.


Colgo questa occasione per manifestare ancora la gratitudine mia e dei Confratelli ai Padri Eros Borile, Cesare Bettoni e Jonas Da Silva che hanno operato con dedizione e zelo nell'assolvimento del compito ricevuto nel sessennio scorso. Formulo ad essi l'augurio più sentito per il nuovo apostolato che saranno chiamati a svolgere.


2. Il X Capitolo Generale, come sapete, ha avuto la grazia di essere illuminato da un singolare e straordinario Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II e dalla Sua paterna Benedizione apostolica. Ad esso abbiamo fatto riferimento nella riflessione capitolare per cogliere dalla stessa voce del Pontefice indicazioni per il nostro cammino, consapevoli che, come ci ha insegnato il Padre Annibale, entrare "in tutti i suoi sentimenti" ed "obbedire esattamente a quanto Egli comanda ed esorta" "è nostra regola, ed è spirito dominante di questo umile Istituto" (XV Dichiarazione).


"Carissimi Rogazionisti! - ha scritto il Papa - La Chiesa e il mondo attendono da voi una rinnovata fedeltà al carisma di apostoli del "Rogate " che vi contraddistingue. Vivete perciò, con tutta la passione che lo Spirito saprà accendere nei cuori, la gioia della vostra chiamata, e non fate mancare al Popolo di Dio e all'umanità intera ciò che è stato chiesto dal Redentore in persona: «Rogate!»".


Ho espresso al Santo Padre riconoscenza e gratitudine per la sua parola, rinnovando la nostra costante adesione al Suo Magistero e la nostra filiale devozione alla Sua Persona, che ci è particolarmente cara anche perché ha voluto iscrivere nell'albo dei Beati prima, e dei Santi poi, il Padre Annibale, e ha più volte manifestato nel Suo insegnamento lo zelo ardente del Rogate di Cristo.


Per l'occasione P. Leonardo Sapienza, da tanti anni al servizio del Papa, ha raccolto in una pubblicazione i numerosi interventi che Giovanni Paolo Il ci ha rivolto durante il suo pontificato. Ne allego copia per le comunità. Sarà certamente utile e illuminante rileggere e meditare quanto, attraverso l'autorevole parola del Pontefice, la Chiesa attende da noi.


3. Al Capitolo Generale siamo giunti con l'emozione ancora viva della solenne canonizzazione di Padre Annibale, la quale, attesa e invocata negli anni, ha aperto il nostro animo all'esultanza e alla gratitudine. Lo storico evento è stato così vicino alla celebrazione capitolare da non darci quasi il tempo di cogliere ed approfondire pienamente il senso che esso deve assumere nella vita dell'Istituto.


Abbiamo modo di farlo ora, dedicando questo primo anno della canonizzazione alla lode al Signore per il dono del Santo Padre Fondatore e alla doverosa rivisitazione della sua testimonianza di santità proposta e proclamata davanti alla Chiesa intera. Il riconoscimento definitivo della santità di Padre Annibale deve diventare ulteriore e risoluta sollecitazione a metterci finalmente "sulle sue orme sante" come persone, come comunità, come famiglia del Rogate. É anche occasione favorevole per promuoverne e diffonderne nella Chiesa il culto, insieme alla conoscenza del suo carisma e della sua opera. L'iscrizione del Padre Annibale nell'albo dei santi, inoltre, ci porta a stabilire con lui un nuovo rapporto improntato a sentimenti di filiale devozione e di fiduciosa intercessione.


"Il suo carisma - rileva infatti il Papa nel Messaggio - risplende ora di nuova luce: Padre Annibale è per tutti intercessore e modello luminoso, la cui presenza viva presso il Padre delle misericordie dà all'invocazione del cuore rinnovata fiducia di essere ascoltata, specialmente per quella preghiera a cui Cristo stesso ci invita: Rogate!”


4. Abbiamo vissuto il X Capitolo Generale in coincidenza di tema e di tempo con le Consorelle Figlie del Divino Zelo e questo ci ha offerto l'occasione di trascorrere momenti comuni di preghiera, di confronto e di fraternità.


In particolare, abbiamo aperto insieme i rispettivi lavori con la Celebrazione Eucaristica presso il Santuario di Maria Regina dei Cuori, a Roma, dove Padre Annibale nel 1906 si è consacrato a Maria secondo lo spirito di S. Luigi Maria Grignion de Montfort, rinnovando in quella sede la nostra consacrazione alla Vergine e affidando alla sua materna protezione le nostre assisi capitolari. In chiusura poi, il mattino del 24 luglio, abbiamo avuto un fraterno confronto su temi di comune interesse quali la promozione del culto del Padre, l'Unione di Preghiera per le vocazioni, la storia dell'Opera. Questi diversi momenti di incontro hanno confermato in tutti la convinzione dell'opportunità di camminare insieme per una più efficace diffusione del nostro carisma nella Chiesa.


5. Il Capitolo Generale, come era stato proposto, ha concentrato la sua attenzione sul tema della missione, in logico sviluppo della priorità data dal Capitolo precedente alla consacrazione con la scelta del primato della vita spirituale. Abbiamo pertanto riflettuto sulla missione dei Rogazionisti all'inizio del terzo millennio, riscoprendone e sottolineandone la specificità nel contesto più ampio della Chiesa; ne abbiamo ripercorso le caratteristiche secondo le esigenze tipiche della vita consacrata; ne abbiamo rivisitato gli ambiti di espressione propri del nostro carisma e della nostra storia, alla luce delle situazioni di oggi nei diversi contesti culturali e geografici.


La presenza sempre più numerosa in Capitolo di confratelli originari di altre culture, segno concreto della crescita della Congregazione, è stata fonte di nuova ricchezza di riflessione e freschezza di contenuti. Ci siamo così resi conto che il Rogate, che parla ormai - per grazia di Dio - numerose lingue, ha bisogno di individuare modalità appropriate di espressione secondo le genialità delle culture e degli ambienti dove siamo inseriti.


La missione carismatica della Congregazione, che si configura nella triplice espressione codificata nelle Costituzioni e che si può sinteticamente riassumere nei verbi: pregare, diffondere, essere, (cfr. C, 5), deve trovare, in ascolto dello Spirito, vie di espressione sempre attuali.


6. L'ambito della preghiera, che il Santo Padre ci ha espressamente indicato come "radice feconda e indispensabile alimento di ogni azione", ha bisogno, secondo il Capitolo, di una sempre più visibile accoglienza personale e comunitaria per divenire annuncio e proposta capace di estrinsecarsi nelle diverse attività ed iniziative di pastorale vocazionale.


Sono state quindi opportunamente evidenziate le sfide che ci attendono nel vasto campo della carità verso i piccoli e i poveri, "apostolato antico e nuovo" della Congregazione, e in quello dell'evangelizzazione. Prendendo atto dell'encomiabile impegno profuso da tanti confratelli, il Capitolo ha esortato ad un più attivo coinvolgimento delle comunità nelle diverse iniziative e ad un più incisivo inserimento nel territorio in dialogo con la chiesa locale e la società civile.


La riflessione comune, pur muovendo dai valori carismatici e dalle conseguenti scelte ideali, ha saputo giustamente confrontarsi con le aspirazioni e le difficoltà che tutti viviamo nel nostro campo di "missione". In questa riflessione ci è stata di valido aiuto l'indagine socio-religiosa della Congregazione compiuta in preparazione al Capitolo e ora a disposizione di tutti.


7. Nell'affrontare aspetti e contenuti della missione, ampio spazio è stato dato al tema dei laici e delle associazioni laicali rogazioniste. Il Capitolo, raccogliendo riflessioni, convinzioni ed esperienze maturate negli anni, ha ribadito l'importanza determinante per l'Istituto della condivisione del carisma e della missione con il laicato, in particolare quello associato, e ha offerto opportune indicazioni per la formazione e l'accompagnamento. L'attenzione prestata a questo campo di apostolato si evince anche con l'attribuzione ad un Consultore Generale della competenza specifica per il Laicato.


"Apostoli del Rogate”, espressione tratta dal Messaggio del Santo Padre, è il titolo del documento sulla missione frutto dell'articolata riflessione capitolare. Esso, quanto prima pubblicato, offrirà le linee di fondo del nostro cammino in questo sessennio per "riscoprire e rilanciare" la missione della Congregazione nelle attuali circostanze e nella partecipazione rogazionista al mandato ecclesiale della nuova evangelizzazione.


8. Un secondo ed importante ambito di interesse del Capitolo è stato quello della normativa codificata nelle Costituzioni e Norme. Pur ritenendo sostanzialmente valido il loro impianto complessivo, è maturato il convincimento che vi è l'esigenza di procedere ad una loro revisione strutturale per un aggiornamento nell'ottica delle acquisizioni teologiche, ecclesiologiche, pastorali e carismatiche in atto, del linguaggio e della coerenza interna, delle diverse sensibilità culturali.


La normativa, inoltre, ha bisogno di corrispondere maggiormente alla nuova realtà della Congregazione, coniugando l'unità con il decentramento, la sussidiarietà con l'autonomia, l'adattamento con l'inculturazione.


Il Capitolo ha anche indicato le modalità per procedere a questa revisione, incaricando il Governo generale di formare una commissione rappresentativa delle Circoscrizioni e di coinvolgere tutti i confratelli. L'iter del lavoro, che si concluderà con il prossimo Capitolo generale, ci offrirà l'occasione di riflettere sul senso della regola e della disciplina religiosa nella vita consacrata e nella tradizione rogazionista secondo l'insegnamento del Santo Fondatore.


9. L'avvio del nostro cammino in questo sessennio coincide con l'Anno Eucaristico, indetto dal Santo Padre nella Solennità del Corpus Domini. L'Eucaristia, fonte e culmine della vita della Chiesa, costituisce per noi figli e figlie di Padre Annibale, la sorgente ed il sostegno della nostra famiglia religiosa.

In questo anno dobbiamo lasciarci accompagnare e guidare dal nostro Padre, innamorato dell'Eucaristia, per riscoprire e vivere il Sacramento dell'Amore, come sorgente del Rogate e cuore della missione rogazionista all'inizio del terzo millennio.


10. Carissimi, il pellegrinaggio che con il Consiglio ho fatto nei giorni scorsi presso l'Urna del Padre, ha avuto certamente l'intento di porre il nostro nuovo compito di servizio alla Congregazione sotto lo sguardo, l'assistenza e l'intercessione del Santo Fondatore, del quale tutti siamo chiamati ad essere oggi, pur nella precarietà delle nostre persone, presenza viva nella storia.


Ha preteso, inoltre, esprimere anche la convinzione che, per rinnovare il nostro impegno apostolico nella missione specifica della Congregazione, è necessario ripartire da Avignone. È qui che il Padre parla, è qui che agisce, è qui che si mette in ascolto dei poveri e dei piccoli ed escogita le modalità più opportune per la loro elevazione umana e cristiana, è qui che verifica l'urgenza dell'ascolto della parola evangelica che sarà il respiro della sua vita, Rogate!, è qui, alla scuola dei poveri, che imparerà a dare risposta concreta a quella parola.


Ripartiamo quindi tutti da Avignone, avremo avanti a noi il Padre Annibale che, "intercessore e modello luminoso", ci guiderà verso gli obiettivi che il Signore prepara ed attende.

Leghiamoci a lui, affidiamoci a lui, invochiamo lui, perché nessuna forza centrifuga ci impedisca di vivere nell'unità del carisma e nel fervore del compimento della stessa missione.

Siamo coscienti che non mancheranno le difficoltà nella fragilità dei nostri vasi di creta, ma, fatti oggetto della compassione di Cristo, proseguiamo fiduciosi nella speranza il nostro cammino.

Ci accompagni la presenza materna di Maria, Regina e Madre della Rogazione Evangelica, ci ottenga la grazia di ravvivare la nostra consacrazione e missione, l'intercessione del nostro Santo Padre Fondatore.


Mentre ringrazio di cuore quanti hanno fatto pervenire a me e ai Confratelli del Consiglio le loro espressioni augurali, in unione di preghiera saluto tutti nel Signore.