Commissione per l’aggiornamento del testo delle preghiere dell’Istituto

Nel pomeriggio di sabato, 14 giugno 2014, nella Curia Generalizia di Roma si è riunito un gruppo ristretto della Commissione per l’aggiornamento delle preghiere dell’Istituto, costituita il 2 aprile 2014. Presenti: P. Bruno Rampazzo, Presidente, P. Agostino Zamperini, P. Pasquale Albisinni, P. Vincenzo D’Angelo e P. Saji Kallokkaran. I lavori sono stati introdotti dal Superiore Generale, P. Angelo A. Mezzari, che ha introdotto i lavori con le seguenti considerazioni e indicazioni:

                Vi accolgo con gioia e vi ringrazio, in questo primo incontro, che avviene con una parte dei membri della Commissione nominata, con lo scopo di aggiornare il testo delle preghiere dell’Istituto (lettera Prot. N. 119/14, di 2/04/2014).

                Nella lettera ai Superiori delle Circoscrizioni e Comunità (Prot. 118/14, di 02/04/2014), si rileva che “il testo attuale «Rogazionisti in preghiera», uscito nel 1991 e aggiornato nel 1996, sia per il tempo trascorso e sia per lo sviluppo che in questi ultimi decenni la nostra Congregazione ha avuto, con la benedizione del Signore, in diversi contesti culturali, ha bisogno di essere rivisto ed aggiornato”.

 1. Alcune considerazioni:

1.1. Dalle indicazione del Capitolo Generale:

“I tempi e la modalità della preghiera rogazionista esprimono e promuovono l’appartenenza alla Congregazione. I Superiori di Circoscrizione, con la dovuta approvazione del Superiore Generale, si adoperino perché i testi di preghiera in uso nelle Comunità siano aggiornati e adeguati alle esigenze ed espressioni delle diverse culture” (R.V.R., n. 23);

1.2. Dalle Linee della Programmazione del Governo Generale per il sessennio, che in questa dimensione, ha come obiettivo “Promuovere la vita spirituale e comunitaria e il senso di appartenenza..” (Progetto 15), e tra gli interventi si propone:

“- Aggiornare il testo delle preghiere dell’Istituto in uso presso le nostre Comunità considerando le espressioni delle diverse culture;

- Inserire le nuove indicazioni e celebrazioni del Proprio Liturgico;

- Raccogliere dalle varie circoscrizioni espressioni di vita liturgico-spirituale e partecipata alle Circoscrizioni” .

2) Alcune costatazioni

2.1. Che il Libro di Preghiera (Rogazionisti in preghiera) risale  a 1996 (in seconda edizione);

2.2. Che in questo periodo c’è stata la Canonizzazione di Padre Annibale (2004);

2.3. Che è stato approvato dalla Santa Sede e pubblicato il “Proprium Liturgicum” (2010-2011);  

2.4. Che sono state elaborate e assunte nuove preghiere all’interno dell’Istituto (es., alla mattina,  mezzogiorno, tridui, novene…);

2.5. Che c’è bisogno e si avverte l’urgenza di “aggiornare” le diverse preghiere e pratiche di pietà legate a Padre Annibale, alla nuova realtà delle culture e presenze geografiche;

2.6. Che è necessario avere un “manuale di preghiera” più “snello” e pratico, adeguato alle nuove realtà interculturali dell’Istituto;

2.7. Che si può valutare la possibilità di “aggiornare” il linguaggio delle preghiere proprie di Sant’Annibale (a esempio di quello che è stato fatto per la supplica di 31 gennaio);

2.8. Che ci si deve adeguarsi alle nuove direttive liturgiche del Magistero della Chiesa.

3. Itinerario da seguire

                Il Capitolo Generale ha dato un criterio:

3.1. I tempi e la modalità della preghiera rogazionista devono esprimere e promuovere l’appartenenza alla Congregazione (identità e riconoscenza carismatica).

                E una indicazione pratica:

3.2.        I Superiori di Circoscrizioni devono adoperarsi nell’aggiornamento (la dinamica della sussidiarietà e corresponsabilità); ossia, dal Governo Centrale, l’essenziale, il comune, quello che non può mancare, che ci identifica, ci unisce, ci fa rogazionisti, garantisce la spiritualità propria.  

                Stabilire pertanto

3.3. Un cronogramma e una metodologia di lavoro, con un progetto/proposta concreta di testo, e contenuto, affidando e condividendo la responsabilità all’interno della Commissione, e con il Governo Generale, per discernere e decidere progressivamente il processo che si svolge.