| Nel ricordo di P. Diego Buscio |
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| Scritto da webteam | |||
| Lunedì 10 Marzo 2008 14:52 | |||
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Si è svolta
ieri, 9 marzo, la commemorazione della morte di P. Diego Buscio, avvenuta
il 10 marzo 1978, con i momenti significativi già ricordati: - la Celebrazione
Eucaristica presieduta dal S.E. Mons. Socrates Villegas, Vescovo di
Balanga, la Diocesi a cui la Parrocchia appartiene, - la benedizione
del "Centro Pastorale e Professionale P. Diego Buscio",
(per le attività pastorali, per corsi per meccanici, elettricisti,
computer, artigianato, etc. per i giovani della zona), - inaugurazione
di un monumento al nostro Fondatore, S. Annibale Di Francia, e una lapide
commemorativa di P. Diego, - in serata, presso la parrocchia, un un
programma di canti, scene, testimonianze e danze rievocative della persona
e dell'opera di P. Diego, presentato dalle varie cappelle della Parrocchia
e le varie comunità Rogazioniste di Luzon.
Vogliamo rendere nota una lettera scritta quel giorno stesso da P. Diego alla mamma, nella quale manifesta tutta la sua preoccupazione per i bisogni della parrocchia. Parang 10 marzo -78 Cara mamma È ora che mi faccia vivo dopo due mesi che non scrivo; sto molto bene anche se non posso negare che ci siano alcune difficoltà. Quando sono venuto qui c’era solo una chiesetta. Ora la gente ha costruito anche una piccola casa. Sono in tutto 10 x 4,50; in Italia non esiterei a chamarla un pollaio, ma per la gente di qui è una casa come tutte le altre. Per la costruzione ho speso in tutto Lire 300 mila; ho pagato solo i materiali perchè la gente di qui ha lavorato gratis. Comunque dalla spesa ti puoi immaginare cosa possa essere questa casa. Alcuni amici di Manila e di Balanga ci hanno fornito qualcosa per la cucina e per la chiesa. Tutto sommato non sono sistemato male, basta accontentarsi di quello che c’è, del resto basta guardare a tanta gente qui intorno che sta molto peggio di me e riesce si e no a mangiare due volte al giorno. Ma il vero problema della gente di qui è l’acqua. Nessuno ha l’acqua in casa e ogni giorno devono andare al fiume o a qualche sorgente. Immaginati quindi le difficoltà per chi è abituato ad usare molta acqua come noi per lavare piatti, vestiti e cosi via. Ho chiesto quanto costerebbe trovare l’acqua qui e fornire di acqua tutto il villaggio. Ci vorrebbero quasi 700 mila lire. Magari le potessi ricevere dalla gente di Pezzaze, anche solo la metà di questa somma. Spero di scrivere al più presto anche a Don Vincenzo e vedere se può interessarsi lui a chiedere qualche aiuto per fornire l’acqua al villaggio più grande che conta tremila persone. Ripeto, mi basterebbero anche solo 400 mila lire solo per cominciare. Sarebbe il regalo più grande che potreste fare alla gente di qui. La prima volta che vedrebbero l’acqua uscire da un rubinetto! Da due anni è arrivata la corrente, almeno lungo la strada; già quindi con un motore si potrebbe portare l’acqua molto lontano. Dopo l’acqua dovrò pure affrontare il problema dei dottori e delle medicine. Sapessi quante volte ho dovuto vedere la gente morire per malattie che si possono curare facilmente, solo perchè non c’è un dottore o medicine. Potrei scrivere su qeusto un libro intero per dimostrare come qui si viva in un altro mondo e come si tocchi con mano che non ci sono alternative per uscire dalla miseria. E qui il governo nemmeno si sogna di intervenire: l’Italia è oro al confronto! Termino salutando tutti caramente Vostro Diego
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Comments
Auguri per la S. Pasqua e cordiali saluti a tutti voi.
P. Riccardo Pignatelli, rcj[/size][/size]
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